Centro Familiare

Moglie mia tu per me sei stata il Miracolo

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Moglie mia tu per me sei stata il Miracolo

 

Padre Emmanuel (1928-2012) aiutò molti giovani a riconoscere che la loro esistenza non è frutto del caso ma una chiamata; in ciò la sua vita espresse una paternità non indifferente come spiegato nel libro di Silvana Rapposelli, Padre Emmanuel (Itaca 2017). Ma nessuno può essere padre se non è stato prima figlio ed ecco che un ruolo decisivo ebbero i genitori, Oddone Righini e Elina Beltrami la cui intensa vita coniugale familiare traspare dal testamento del primo.

 

Nel giorno dei S.S. Apostoli Filippo e Giacomo, 1966.

In nome di Dio, amen.

La mia legge è quella di Dio, pur non avendo saputo viverla, di ciò chiedo perdono a Dio.

Mia moglie e i miei figli facciano come credono in quanto Dio li ha creati liberi.

Il mio libro è stato il Vangelo, anche se mi sono attorniato di tanta carta.

Chiedo perdono a coloro cui avessi dato, senza volerlo, dei dispiaceri o cattivo esempio; a quelli cui ho fatto osservazioni, che io pensavo a fin di bene.

Non sento di dover perdonare nessuno perché, da quando ho capito almeno un po’ l’amore del Cristo, io ho amato tutti, tutti, tutti.

Ringrazio di cuore quelli che, involontariamente o volontariamente, mi hanno recato dolore, perché se Dio l’ha permesso, è stato a vantaggio della mia anima. Sia lode a Dio.

Desidero in modo assoluto che i miei funerali avvengano nel modo più semplice possibile, sulla bara il solo scapolare cappuccino, perché sono del Terz’Ordine Francescano.

Gradirei essere portato dai figli e generi a spalle nel percorso dalla chiesa al cimitero e qui sotterrato in terra  e col solo cippo comunale (meglio la croce).

L’eventuale annuncio funerario venga fatto ad inumazione avvenuta su «L’Italia», «Voce del Popolo» e «Giornale di Brescia».

Date un obolo all’Asilo parrocchiale, al seminario locale ed a quello Cappuccino. Alla parrocchia mantenete “le decime” in quanto possibile.

Non pianti inutili, ma preghiere, anche poche, dette col cuore e col cervello, non sbrodolate.

Non fate questioni per le cose che (come si dice) mi sono appartenute, sarebbe un disprezzo alla mia memoria.

Figli, figlie, generi, nuore e nipoti e moglie mia, cercate di capirvi e vogliatevi bene sempre. Amore, amore, amore, sia sempre nel vostro cuore, sia il vostro motto, la parola d’ordine.

È l’unica cosa che ha valore a vantaggio vostro, del prossimo ed a gloria di Dio.

Sviscerate il «Padre Nostro» e «L’Ave Maria».

Moglie mia, scusami dei dolori che ti ho dato, ma t’ho sempre voluto, ma tanto bene. Tu per me sei stata il Miracolo che mi ha ridato Dio.

Con la bontà di Dio speriamo di ritrovarci nella sua Gloria.

Oddone.