Centro Familiare

Un rapper alieno! di Barbara Baffetti

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Prima scelti, poi resi capaci: una famiglia adottiva si racconta

Barbara Baffetti

Viene raccontato spesso come una poesia il dono dei figli, il vederli camminare avanti a noi dopo aver perso il ritmo del loro passo e il vederli prendere il largo. Una poesia, che paragona il genitore a un arco, teso per lanciarli lontano ma umanamente teso anche per l’impossibilità di prevedere dove la freccia volerà. Per questo motivo conviene all’arco affidarsi alla vista dell’Arciere, si dice. Perché l’Arciere guarda lontano, dove un genitore non sa vedere. Ma anche questo affidarsi è fatica, e l’arco deve farsi flessibile. Tensione e flessibilità si confondono nell’invito che risuona spesso nel cuore: l’invito a una maternità e paternità più ampia di quella che noi stessi riusciamo a comprendere e realizzare per le vie, a tratti misteriose, della genitorialità.
Un rapper alieno è atterrato nella nostra famiglia, diario sincero di un’adozione internazionale”, così come lo definiscono gli sposi-autori Maria Rosaria Fiorelli e Giovanni Gentili, è il racconto denso ed efficace di questo lasciarsi tendere dal vigore del Signore della vita. Nelle pagine del testo, pubblicato da Tau editrice, è possibile scoprire, realizzare, ricomprendere tutti i passaggi del diventare “genitori”, non dimenticando mai che prima di tutto e sopra tutto si è “figli” del Dio dell’Amore che “prima sceglie e poi rende capaci” di cose grandi. Il libro condensa nelle sue pagine di comunione e condivisione della storia dell’arrivo del piccolo Julio nella famiglia Gentili, percorsi emotivi e riflessioni intense sulla scoperta di una nuova maternità e paternità, che nasce da ferite che s’incontrano, “quella dell’infertilità e quella dell’abbandono”, per dare vita a qualcosa di nuovo e straordinario: una vera famiglia 4.0. Il Diario è il frutto della raccolta delle pagine di un gruppo ristretto di Facebook, creato dagli autori, per condividere con una rete di amici e parenti, il loro viaggio in Colombia all’accoglienza di Julio. È una vera e propria finestra da dove all’inizio come lettore ti trovi affacciato per scoprire il percorso di questa nuova famiglia alla scoperta di sé, ma che pagina dopo pagina diventa parte anche del tuo viaggio nella comprensione della chiamata alla genitorialità che è per tutti e per ciascuno pensata in maniera totalmente unica, perché in questo mondo, è unica la storia di ogni bimbo e dei suoi genitori. Così in uno spazio brevissimo ti trovi a far parte dello stesso gruppo Facebook, a condividere il filo delle emozioni e dei pensieri a volte faticosi, a volte spensierati ma ricchi sempre di una fecondità che è inno alla vita e alla gioia vera. Gioia, di non sentirsi soli quando la porta attraverso cui passare si fa stretta. Gioia, di sentirsi amati e guidati a tendersi per lasciare che i figli diventino soprattutto figli di Dio. Gioia, nel fare dell’amore quell’opera artigianale che nulla ha di spontaneo. Gioia, nell’aprirsi a un’estraneità che diventa innesto fruttuoso nella piccola famiglia. Gioia, nel vedere Julio e Nicola scoprire la loro chiamata alla fratellanza come dono speciale, anche se faticoso, della figliolanza. Gioia, nel coraggio di mettere al centro della vita ogni bimbo, come fece Gesù stesso un giorno davanti agli apostoli. Perché ogni piccolo porta in sé quel germe di speranza pura e cristallina, vicinissima a Dio e al Regno, pronto a germogliare, anche quando è stato ferito dagli adulti, se trova un nuovo terreno capace di accoglierlo e custodirlo. Maria Rosaria e Giovanni, insieme al piccolo Nicola, lo sono e lo saranno senz’altro per Julio e forse attraverso le pagine del loro diario potranno aiutare quanti vogliono comprendere fino in fondo la vera genitorialità, tutta all’insegna di quel fare spazio e quel “consegnarsi, piccolo, semplice, quotidiano, nascosto, che porta frutto”

 

Da https://www.ilcattolico.it/rassegna-stampa-cattolica/etica/prima-scelti-poi-resi-capaci-una-famiglia-adottiva-si-racconta.html